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Una donna di mondo e altri racconti

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Una donna di mondo” raccoglie dieci racconti scritti da William Somerset Maugham; per me si trattava del primo approccio a quest’autore britannico, e si è rivelato un incontro piacevole.

Le storie tratteggiano diverse figure della società inglese della prima metà del XX secolo. Vi trovano posto tipici gentlemen e cuori romantici, donne dalla morale vittoriana e altre più moderne e indipendenti. Le loro vicende sono descritte da un narratore onnisciente e tutt’altro che neutrale: la critica di Somerset Maugham si esprime a volte con l’andamento delle storie, altre volte mettendo in ridicolo i suoi personaggi, non di rado con commenti pungenti.

La società inglese è ritratta dal punto di vista di un romanziere di scarso successo, invitato nei salotti buoni della nobiltà intellettuale. Proprio questa intelligencija è il bersaglio di attacchi feroci, dall’accusa di avarizia a quella di snobismo culturale: non apprezza nulla che sia prodotto in patria, ma osanna ogni riga scritta in un’altra lingua.

Una volta gli dissi che bastava tradurre un luogo comune in francese perché lui lo scambiasse per un aforisma, e la battuta gli piacque tanto che la fece sua in un saggio. (da Una donna di mondo)

In questo contesto, non ci si stupisce di incontrare una meritocrazia al contrario, che premia più l’omologazione che l’originalità, e incombe sui personaggi per ingabbiarli in ruoli e schemi predeterminati, contrari alle loro reali attitudini. Ne sono un esempio tutti i personaggi di Il grano straniero: i fratelli Henry e George rappresentano due estremi, uno intelligente e serio, l’altro romantico e scapestrato. George è costretto, come primogenito, a ereditare il titolo e amministrare la ricchezza di famiglia, ma scappa in Germania pur di vivere liberamente, scappa dalla vita quando il suo destino si fa inevitabile. Eppure suo fratello sarebbe ben pronto a prendere il suo posto! Lo stesso accade con Betty Welldon-Burns (L’elemento umano), che per inseguire le sue passioni fugge a Rodi, guadagnandosi lo sdegno risentito dell’eterno ammiratore Carruthers quando si lascia andare all’amore per il suo valletto.

Stare in società significa sottostare a una ferrea disciplina, recitare una parte assegnata. Questo vale per gli intellettuali dalla critica tagliente (ma incompetente), per le signorine dalla morale incorruttibile (La dozzina tonda) e anche per i matrimoni. La moglie perfetta non rinuncia al pranzo mondano nemmeno nel giorno del decesso del suo amante (Una donna di mondo), il marito ideale recita la parte dello sciocco per soddisfare l’ambizione della compagna con pretese da grande scrittrice (L’impulso creativo).

Se questo mondo, visto dall’interno, appare ricco, brillante ed esclusivo, il confronto con i romantici e i fuggitivi ne rivela la staticità: cene e balli sono artefatti, “barbosi”, il tipo di evento cui si cerca di sottrarsi con ogni pretesto.

Ma non c’è rimedio: la data è decisa tanto tempo prima proprio perché i convitati saranno sicuramente liberi, e solo un’ottima scusa può far sì che la defezione non sembri scortese. Accetti, e per un mese l’impegno aleggia fosco e minaccioso all’orizzonte… Hai solo un modo per risolvere il problema: tirarti indietro all’ultimo  momento. Ma è una soluzione che non ho mai avuto il coraggio o la sfacciataggine di adottare. (Una donna di mondo)

Sapere di vivere in modo così convenzionale, teatrale, non scalfisce la forza della finzione. Ognuno guarda al suo mondo secondo un metro molto personale: così la Falterona, artista volgare e prepotente, si riconosce nel ritratto di una diva nobile e appassionata (La voce della tortora), e chi è tradito dal partner (e di traditi abbondano non per caso le pagine di questi racconti) non riesce a vedere i suoi errori, né a comprendere il fascino che il proprio coniuge, sciatto e rinsecchito, può esercitare su un altro.

Era inconcepibile che Evie avesse avuto una relazione, e per giunta sfrenatamente appassionata: era come se la trota nella teca di vetro sul camino del suo studio, la trota più bella che avesse mai pescato, si fosse messa all’improvviso a muovere la coda. (La moglie del colonnello)

A un certo punto questo equilibrio si incrina: è il momento in cui Albert scappa con la cuoca, in cui la zitella Mrs. Porchester fugge con il bigamo Mortimer, in cui  Richard Harenger si abbandona alla passione con la signorina Pritchard (Il tesoro). Quando questo accade, ogni personaggio, non di rado gli stessi protagonisti, si danno da fare a riportare gli altri nel loro ruolo o, se non è possibile, a nascondere la polvere sotto il tappeto; d’altronde una buona recita è tale solo se tutti collaborano facendo la propria parte.

Di più non voglio dire, ma, se avete un po’ di tempo, immergetevi in questi racconti, scritti con lucidità e ironia. Da quelli brevi a quelli più lunghi, Somerset Maugham dimostra una conoscenza del ritmo narrativo perfetta, qualità che ne fece anche un autore teatrale di successo.

Ps. Sono a disposizione per consigliarvi i racconti più interessanti!

  • Autore: William Somerset Maugham
  • Genere letterario: Racconti
  • Filone letterario: Inglese, inizio Novecento
  • Casa editrice: Adelphi
  • Anno di pubblicazione: 2013

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