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“L’altra Grace”: Atwood lascia al lettore l’ardua sentenza

 

L'altra Grace Margaret Atwood recensione

Pioveva, e c’era un gran folla che si pigiava nel fango, alcuni erano venuti da lontano. […] C’erano molte donne e signore; tutti quanti volevano mettere gli occhi addosso alla morte, volevano respirarla come un profumo raro, e quando l’ho letto ho pensato: Se questa è una lezione per me, che cos’è che dovrei imparare?

Ispirato da una storia vera, il processo a Grace Marks (Toronto, 1843), L’altra Grace è un romanzo storico di Margaret Atwood, già autrice del fortunato Il racconto dell’ancella. Se nella sua opera più nota l’autrice canadese immagina da zero un mondo distopico, con Alias Grace ci cala invece in un passato non troppo remoto e molto concreto, quello delle prigioni e dei manicomi del XIX secolo.

La storia originale di Grace Marks

Come ho detto, la storia è ispirata al processo a Grace Marks, domestica nemmeno ventenne condannata all’ergastolo insieme al complice James McDermott per l’omicidio del suo padrone, il signor Kinnear, e dell’amante, Nancy Montgomery.

Una vicenda che, oltre a suscitare scalpore, occupando le prime pagine dell’epoca per molto tempo, divise il pubblico in colpevolisti e innocentisti. Tanto che, come raccontato puntualmente dalla Atwood, se da un lato il popolo avrebbe voluto vedere Grace sulla forca insieme a McDermott, dall’altro alcuni notabili candesi inoltrarono più di una petizione per la sua scarcerazione.

Trama del romanzo

Ma il romanzo inizia dopo tutto questo: sono passati quasi trent’anni dal fattaccio e la curiosità su Grace non è ancora sopita. Un po’ perché, tra arresto e processo, la ragazza ha cambiato più volte versione; un po’ perché Grace continua ad affermare di non ricordare cosa sia successo quella notte di tanti anni prima, come se la sua memoria avesse rimosso un evento traumatico. E poi perché la donna indemoniata e volgare descritta da Susanna Moodie nelle cronache del tempo (molti capitoli del libro si aprono con citazioni dal suo Life in clearings o dai quotidiani di Toronto) non coincide affatto con l’aura angelica che avvolge l’ormai matura Grace. Così mite e ben educata, così esemplare tra le “ospiti” del penitenziario, da essere scelta come domestica personale della moglie del Direttore.

L'altra Grace Margaret AtwoodChi è Grace? Una lucida assassina, una folle spietata oppure semplicemente una vittima del sistema? Su questo indaga il dottor Simon Jordan, affascinato dalla prospettiva di capire, lui solo, con un sottile gioco psicologico, cosa sia successo quella notte di trent’anni prima.

Innocente o colpevole?

Il punto è che Grace continua a rimanere una figura misteriosa, ambigua. Se da un lato si presta a raccontare nei dettagli quanto ricorda della sua vita passata, perdendosi in descrizioni minuziose della sua scialba quotidianità da domestica, dall’altro rimane volutamente vaga e sfuggente sui punti chiave della storia e su quelle domande che consentirebbero al dottor Jordan di penetrare nel suo inconscio. Né Atwood fa una precisa scelta di campo, lasciando che sia il lettore a scegliere se condannare o salvare Grace.

Atwood, invece, insinua un altro dubbio, sulla validità del sistema di detenzione, tanto in prigione quanto in manicomio. E non solo perché in prigione ti devi guardare dalle infide compagne di cella non meno che dai secondini perversi, non solo perché i metodi di cura del manicomio possono essere disumani. Ma anche perché a monte è l’umanità intera, e non solo Grace e il truce James McDermott, ad avere in sé la scintilla della follia.

Il germe di follia che è in tutti noi

Sta parlando con qualcuno a Toronto, cercando di scoprire se sono colpevole; ma no lo scoprirà mai, in questo modo. Non ha ancora capito che la colpevolezza non deriva da quello che hai fatto, ma da quello che gli altri hanno fatto a te.

Non è forse folle il mercante Jeremiah, che cambia identità e nome come fossero dei vestiti? Non è folle la signora che ospita il dottor Jordan e si traveste come la sua cameriera? Non è un folle lo stesso Jordan, perversamente attratto da Grace e impegnato a immaginare lei mentre è a letto con la sua amante? E che dire dell’innocente, si fa per dire, fidanzatino di Grace, che si eccita con i dettagli scabrosi dell’omicidio?

  • Titolo originale: Alias Grace
  • Autore: Margaret Atwood
  • Genere: Romanzo storico (563 pp.)
  • Filone: Letteratura canadese
  • Traduzione: Margherita Giacobino
  • Casa editrice: Ponte alle Grazie
  • Anno di pubblicazione: 2017 (2008)


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