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“Cara señorita Leo”: lettera di una lettrice un tantino delusa

La posta del cuore della senorita Leo copertina

Il libro di Ángeles Doñate, La posta del cuore della señorita Leo, prende le mosse da un celebre programma radiofonico spagnolo degli anni Settanta, la cui presentatrice leggeva le lettere arrivate in redazione e offriva soluzioni a pene d’amore, problemi di bellezza o di economia domestica. Il programma, informa l’autrice, richiamava alla radio centinaia di migliaia di persone: tanto era l’attaccamento sorto nei confronti della mamma/amica radiofonica. A partire da questi dati, Doñate immagina la vita della presentatrice, cui dà il nome di Aurora, capace di dar consigli  agli altri ma tutt’altro che pratica quando si tratta di imporre una direzione alla sua vita.

Data la materia prima, ho pensato di scrivere anche io alla señorita Leo, per sfogare la mia frustrazione… sul libro.

 

Cara señorita Leo,

lo confesso: lei mi ha delusa. Mi sono avvicinata a lei piena di fiducia: avevo sentito parlare del libro come di un volume sull’importanza della radio, sulla potenza della parola che, prima dell’avvento della Tv, entrava in tutte le case e in tutti i bar, e persino in trincea, riunendo famiglie o avventori sconosciuti davanti a un piccolo apparecchio sintonizzato manualmente. Mi parlavano di lei, señorita Leo, come di una sorta di divinità radiofonica, cui l’intero Paese scriveva per avere consigli, incoraggiamenti e sicurezza. Magia, ecco cosa mi aspettavo.

Lei, señorita Leo, mi ha portato a spasso nella Barcellona del 1977, fresca di elezioni e di libertà. Mano nella mano con la protagonista, la conduttrice Aurora, ho percorso le strade della città dai quartieri periferici fino a Casa Batllò, incontrandomi e scontrandomi con il principe azzurro/rappresentante di commercio Germàn in una dinamica da cartone animato. A tratti, la gentile Aurora mi ha prestata alla co-protagonista Elisa, adolescente con un’infanzia triste, decisa a scoprire la vita o a farla finita (niente paura, señorita Leo: le pene della sventurata liceale annegano quasi subito negli occhi di Toño, un artista in erba).

E così, mentre Aurora salvava il fratello dall’ennesimo guaio, mentre Germàn si innamorava della voce della señorita Leo senza riuscire a darle un volto, scorrevo pagine su pagine, cercando anche io un’emozione simile a quelle dei personaggi. Vana speranza: dov’è il calore? Dove sono la fretta di arrivare a casa, l’ansia di non raggiungere il canale, in quale punto della trasmissione si è perso il senso di sicurezza dato dalle parole della celebre, confortante señorita Leo?

Mi dicono peraltro che lei sia ispirata a un programma radiofonico realmente esistito e di grande successo, il Consultorio de la señorita Francis. Si vocifera che, dietro le sue rassicuranti parole, ci fosse un team di esperti selezionatori delle lettere che arrivavano al suo programma, in grado di capire cosa il pubblico avrebbe gradito (storie d’amore e di tradimenti, di casalinghe annoiate e finti fidanzamenti) e cosa, invece, sarebbe stato meglio mettere nel dimenticatoio: la «Spagna che non piace a nessuno», fatta di opinioni politiche, storie di violenza domestica e altri problemi.

Perciò la mia domanda è: con una materia di partenza così forte e ricca di spunti non si sarebbe potuto produrre qualcosa di meglio? Rallentare, se non proprio mettere in secondo piano la parte romance a favore di qualcosa di più interessante?

Una lettrice affezionata

  • Titolo originale: El alma de la radio
  • Autore: Ángeles Doñate
  • Genere: Romanzo rosa (249 pp.)
  • Filone: Spagnola contemporanea
  • Traduzione: Alice Pizzoli
  • Casa editrice: Feltrinelli
  • Anno di pubblicazione: 2017


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