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Intervista a David Letterman*

La mia intervista a Mr. Late Show!

Dove l’ho intervistato? A New York City, ovviamente!*

Buona lettura!

david lettermann intervista«Ciao It’lia».

Mi saluta così David Letterman, forse lo showman più famoso di tutti i tempi, mentre varca la soglia della terrazza vista Empire State Building dove lo aspetto. Con un completo blu, una cravatta a righe, gli immancabili occhialetti tondeggianti, incede sicuro. Sembra strano che non saluti Paul Shaffer e la CBS Orchestra. Ha eliminato la barba da Santa Claus con cui era apparso alla Ball State University, la sua ex università, lo scorso dicembre: «Era tutto uno scherzo! Ma lo sa che impegno per farla crescere?». Il comico 69enne di Indianapolis ha da poco lasciato gli schermi, dopo trent’anni di onorata carriera nel palinsesto televisivo statunitense: star di Hollywood e dello sport, cantanti e politici, sono tutti passati da lui. Il 20 maggio 2015, come aveva annunciato, Mr. Late Show ha deciso di andare in pensione, seguito da una scia di tweet del tipo «ci mancherai, Dave».

Buongiorno Mr. Letterman.

Mi chiami Dave…

Buongiorno Dave. Fa strano vederla a quest’ora.

Fa strano anche a me! Prima uscivo solo col calare delle tenebre!

È quasi un anno che ha smesso i panni del conduttore. Come trascorre il suo tempo libero?

All’ospizio, dove sennò?

E c’è anche sua moglie?

Of course, Regina mi porta le pillole! Ultimamente me le serve con il whisky, dice che così fanno più effetto, lei che ne pensa?

Non ha perso il piglio dell’intervistatore! Vuole condurre lei l’incontro? Sul serio, Dave, cosa fa ora?

Leggo, viaggio spesso verso il mare. Passo molto tempo con le mie macchinine (Letterman ha un team automobilistico che gareggia nella formula Indy, ndr). Ogni tanto gioco a golf, avevo promesso a Barack Obama che ci saremmo sfidati una volta o l’altra…

Obama è stato suo ospite per cinque volte, di cui tre come Presidente.

Oh, sì, è venuta anche la sua famiglia. Quelle interviste erano diverse dalle altre.

In che senso? Mancava il feeling?

Diciamo che quando Obama venne da senatore, sembrava un po’ una conferenza stampa, una campagna elettorale.

Eppure, quando ha annunciato il suo ritiro, Obama si è prestato per il suo video di saluti.

Barack è simpatico, ma a lui ho sempre preferito Michelle: è più spontanea, molto più televisiva di lui.

Chi dei candidati alle primarie vorrebbe intervistare?

Jeb Bush! E chi sennò?

Ma Bush si è ritirato…

Ah si? Peccato, era il mio preferito… c’è la Clinton allora. O se proprio, quello lì… quello che ha rubato il parrucchino a My Little Pony… come si chiama?

Donald Trump?

Lui, lui! Bravissima persona, sono sicuro che ci faremmo parecchie risate.

Cosa gli chiederebbe?

Penso che lo farei accogliere da una banda di mariachi, so che parla spesso dei messicani, deve andarne pazzo, no?

Dave, lei vota repubblicano o democratico?

Io voto Sanders (è serio. Ma subito cambia tono). È giovane, proprio come me!

Trent’anni di show: qual è il suo ricordo più bello?

L’intervista a Madonna! (strizzatina d’occhio. In quell’occasione, la popstar regalò al conduttore un paio di sue mutandine, e tutto lo show andò avanti tra battutine e doppi sensi). E poi Adam Sandler: aveva chiesto di non avere il copione delle domande. Voleva rispondere in modo spontaneo, e fu una gran bella puntata. Un ragazzo molto cool.

Le interviste ai suoi ospiti sono preparate?

Be’… Molti volevano conoscere gli argomenti, qualcuno pretendeva di sapere esattamente cosa avrei chiesto. Si vede, insomma, chi si è fatto scrivere le riposte dall’ufficio stampa.

Alcune delusioni?

Scarlett Johansson non è stata delle più brillanti. S’era presentata vestita da pin up e ha parlato tutto il tempo della neve, di come amava passeggiare, del provincialismo dei francesi. Ma lo sa che andiamo in onda in tutto il mondo? Era priva di presenza scenica.

Qualcuno ha mai cambiato il copione?

Se qualcuno tentava di farlo prima di registrare, scattava un vero e proprio braccio di ferro. Abbiamo annullato una puntata con un famoso cantante per questo.

Chi?

Non posso dirlo. Ma posso farle un altro esempio: Blake Lively ha voluto conoscere le domande prima. Poi, quando è arrivata in studio, ha iniziato a parlare dei suoi nipotini che l’avevano vista nuda, di una notte passata in un bordello. Tutto improvvisato, per me.

Non potevate interrompere?

Certo, ma perché farlo? Se era così che voleva apparire, peggio per lei. Avrebbe fatto audience comunque.

C’è molto cinismo verso il mondo dei divi, eppure sono stati l’anima del suo show per oltre trent’anni.

Molti di loro sono solamente ben sponsorizzati, senza avere alcuna reale qualità. Pensi a Justin Bieber: non conosce nemmeno la geografia elementare. È tutto un prodotto della casa discografica.

Ci sarà pure qualche eccezione. Emma Watson, ad esempio: è tornata da lei molte volte.

Emma è una cara ragazza, io l’ho vista crescere. Da quando era solo “la tipa di Harry Potter” a ora, che è ambasciatrice dell’Onu. Lei ha grandi capacità, eppure il programma la stressava tantissimo.

In che senso?

Si vedeva che era sulle spine, dalla postura, dalle risposte monosillabi che dava. Dovevo accompagnarla nell’intervista, lì sì che usciva il vero Dave. Per me è come una nipote.

Qual è stata la puntata più difficile? Forse il monologo dopo l’11 settembre?

Quello è stato un momento complesso, solenne, sì, ma era preparato e io ero giovane. No, il momento più difficile è stato il tributo a Robin Williams. Avevo pensato di non andare in onda, quel lunedì. Ma poi… lui avrebbe voluto così.

Dove andrà alla fine dell’intervista?

A fare le valigie. Stasera parto per i Caraibi. Mia moglie insiste perché me le faccia da solo! Alla mia età!

* Ovviamente è invenzione… Per un corso di scrittura creativa, dovevo immaginare una chiacchierata con un personaggio famoso, e io ho scelto lui. Qui c’è quello che gli avrei chiesto e le risposte che, credo, mi avrebbe dato.

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