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“Scintille”, le relazioni umane in 16 racconti di Federico Pace

Il nuovo libro di Federico Pace, Scintille, trae spunto dalle storie di artisti, musicisti e campioni per raccontare i rapporti umani

scintille federico pace recensione copertina

Il tempo e quel che accade. Gli incontri e i destini che mutano per sempre. (…) Accade a ciascuno di noi, prima o poi, di imbattersi nell’istante vertiginoso in cui una persona irrompe nella nostra quotidianità e ne muta l’assetto.

Di questi attimi fatali, degli incontri che decidono i nostri destini e delle loro storie parla Federico Pace, scrittore e giornalista, in libreria con Scintille (Einaudi). Il libro si pone in ideale continuità con i precedenti Senza volo (Storie e luoghi per viaggiare con lentezza, 2016) e Controvento (Storie e viaggi che cambiano la vita, 2017). Questa volta non di luoghi si parla, ma di relazioni. Come nei libri precedenti, l’autore sceglie il metodo più interessante (quello che, azzardo, è più congeniale alla sua professione): il racconto.

Federico Pace usa il linguaggio delle cose concrete e delle storie vere, o verosimili. Niente filosofia, un ricorso minimo (più che altro introduttivo) a concetti astratti*: i rapporti umani sono presentati tramite sedici esempi reali e coinvolgenti, anche grazie alla notorietà dei loro protagonisti.

I protagonisti: da Rodin ai Beatles

Il primo racconto è dedicato all’artista Auguste Rodin e alla sua Camille Claudel, protagonisti di un amore ultradecennale e tormentato, segnato da un matrimonio mancato e consacrato in toccanti sculture di uomini e donne colti nell’atto di cercarsi.

the migrant mother photo Dorothea Lange

Si prosegue con Dorothea Lange, rappresentata nel momento del suo casuale incontro con la donna che l’ha consegnata alla fama: parliamo della dignitosa protagonista dello scatto The Migrant Mother. Spiata attraverso l’obiettivo e (racconta Pace) mai davvero conosciuta, la madre migrante sarà così indissolubilmente legata alla vita della fotografa che, alla sua morte, sarà il suo volto – e non quello della Lange – a fare capolino dalle pagine dei necrologi sul New York Times.

I racconti successivi sono storie tratte dal mondo della musica (l’ultima esibizione dei Beatles, il concerto sul tetto della Apple Corps nel 1969, racconta la fine di un’amicizia lunga una vita), del gioco (la rivalità tra Bobby Fischer e Boris Spassky, protagonisti del Campionato Mondiale di Scacchi del 1972), del cinema (con François Truffault e Jean-Pierre Léaud, l’uno il mentore, l’altro il pupillo, in un rapporto di scambio reciproco), della scienza (l’amore tra il matematico Kurt Gödel e la ballerina Adele Porkert).

Ognuno di questi rapporti nasce (e può nascere) da una situazione diversa: può trattarsi di un incontro casuale o di una rete di relazioni che lo rendono inevitabile. Questo continuo incontrarsi tra la folla spesso cade nel nulla, ma a volte lo sguardo, lo sfioramento fortuito si trasforma in qualcosa di importante, è una di quelle Scintille che decidono i nostri destini.

C’è sempre un’altra persona ancora da cui farci impressionare, sfiorare e mutare. Qualcuno con cui condividere un interstizio di esistenza inattesa. (…) Un’altra persona di cui abbiamo bisogno per intuire e comprendere quello che non siamo riusciti ad afferrare.

Lo stile

Miti e riferimenti letterari corrono in sottofondo lungo tutta l’opera, come in una partitura che sovrappone storie vere e personaggi da romanzo. Se per Rodin lo spunto viene da Sakuntala e Dushyanta, gli amanti del poema epico indiano Mahābhārata, la competizione tra i campioni degli scacchi è resa dal paragone con Ettore e Achille. El Che e suo fratello Juan Martín Guevara, emblematici del complesso rapporto tra fratelli – un misto di ammirazione, senso di colpa, confronto, seduzione e ombre, cfr. pag. 66 -, diventano Castore e Polluce, mentre l’amicizia tra Truffault e il suo giovane attore segue i ritmi concitati della passione di Madame Bovary.

Alla dimensione letteraria e quasi musicale appena descritta si aggiunge un piano visivo, tipico di una scrittura che parla per immagini, come se ogni racconto fosse un quadro animato. I protagonisti, noti o notissimi, perdono la loro aura di inarrivabilità e diventano semplicemente Paul, Camille, Boris, Mary e Hannah, Nelson, Hans: persone comuni che, sebbene paragonati a semidei, nobildonne e altri eroi, nello scontro con la vita ridiventano gelosi, sognatori, infantili, curiosi, innamorati, addolorati, entusiasti, comprensivi, affascinati. Uomini e donne come noi, nel vortice delle loro relazioni.

  • Autore: Federico Pace
  • Genere: Racconti
  • Filone: Italiana contemporanea
  • Casa editrice: Einaudi
  • Anno di pubblicazione: 2019

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*Nonostante la descrizione che trovate in copertina lasci pensare a tutt’altro

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