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L’esplosiva Giulietta accende Romeo: al via il Festival della Valle d’Itria

Giulietta (Leonor Bonilla) – Ph Marta Massafra

Leonor Bonilla: è lei l’indiscussa protagonista di Giulietta e Romeo, opera scelta per la serata d’apertura del 44esimo Festival della Valle d’Itria. A farne la stella della compagnia non è stato solo il ruolo rivestito dalla soprano andalusa, che interpretava l’erede dei Capuleti, ma l’energia che la giovane attrice emanava. Energia in primo luogo vocale, ma anche espressiva, tanto da impedire allo spettatore di distogliere lo sguardo dalla sua sensazionale mimica facciale.

La Giulietta di Bonilla, comunque, non è l’angelica ragazza del dramma shakespeariano e dei suoi infiniti riadattamenti. L’opera andata in scena nel cortile di Palazzo Ducale di Martina porta le firme del compositore Nicola Vaccaj (1790-1848) e del librettista Felice Romani (1788-1865), nella odierna revisione a cura di Ilaria Narici e Bruno Gandolfi. La scelta si traduce in alcune sostanziali modifiche alla trama, all’atmosfera, agli stessi personaggi.

Vasa Stajkic (Tebaldo) e Leonardo Cortellazzi (Capellio) – Ph Marta Massafra

Festival della Valle d'Itria_Giulietta e Romeo_Christian Senn (Lorenzo) e Leonardo Cortellazzi (Capellio)_Ph Fabrizio Sansoni

Christian Senn (Lorenzo) Ph Fabrizio Sansoni

Per quanto riguarda la trama, sfrondata decisamente la storia d’amore tra i due amanti, assume invece un ruolo centrale la funesta rivalità tra le famiglie, o meglio tra gli oscuri, baldanzosi e fisicamente prepotenti Capuleti, e i giovani, arroganti e sfrontati amici del “Montecchio”. La selezione dell’intreccio, semplificato rispetto alla tragedia cinquecentesca, colpisce anche alcuni personaggi chiave: scomparsi il pretendente Paride e la goffa e comica balia, assume invece il ruolo di deus ex machina il tormentato Don Lorenzo (Christian Senn), contemporaneamente consigliere di Capellio (Leonardo Cortellazzi), padre di Giulietta, e facilitatore degli incontri tra i due amanti.

Quanto all’atmosfera, un presagio di morte aleggia sulla storia fin dalla primissima scena, in cui una Giulietta a lutto tributa un omaggio floreale sulla tomba di un ignoto. La stessa tomba rimane in scena durante l’intera rappresentazione, quasi sempre illuminata, spesso destinataria di solitarie visite dei protagonisti e addirittura luogo d’incontro clandestino di Giulietta e Romeo.

Festival della Valle d'Itria_Leonor Bonilla (Giulietta) e Raffaella Lupinacci (Romeo)_Ph Fabrizio Sansoni_2

Leonor Bonilla e Raffaella Lupinacci (Romeo) – Ph Fabrizio Sansoni

Infine i personaggi: la prima e più evidente novità è la scelta di una donna, la mezzo-soprano Raffaella Lupinacci, per il ruolo di Romeo. Un espediente che contrappone ancor più vividamente l’ardito Montecchi a Capellio e alla sua corte di “maschi alfa”. Ma anche Giulietta è un’altra persona: non più la fragile e delicata ragazza di Shakespeare, l’angelica figura bella e immateriale come un’alba, anche protagonista del balletto di Prokof’ev, ma una ragazza ardente e appassionata, una ribelle, che accende il padre di ira e l’amante di passione.

Lo stesso finale ne viene influenzato: c’è l’amore e c’è la morte, ma c’è anche un conflitto padre-figlia che esplode, senza risolversi (come irrisolta rimane la guerra tra le due famiglie veronesi). Ed è questo conflitto a condurre alla tragedia finale.

Festival della Valle d'Itria_Ph Fabrizio Sansoni_Leonor Bonilla (Giulietta) e Raffaella Lupinacci (Romeo)

Ph Fabrizio Sansoni

Nonostante l’alone di morte che aleggia, si diceva, sull’intera opera, la rappresentazione rimane estremamente godibile, grazie alla varietà delle musiche e dei ritmi, assicurata dall’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e dalla energica direzione del Maestro Sesto Quatrini. Anche in questo, per altro, si rileva una differenza importante rispetto al balletto, dove molta parte dell’atto terzo ha una tragicità lenta e difficile.

L’opera sarà rappresentata nuovamente il 15 e il 31 luglio.

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3 Commenti

  1. pietro

    bella recensione, complimenti

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    1. Francesca (Autore Post)

      Grazie mille!

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  2. Fabrizio

    Davvero molto bella, mi hai fatto venire voglia di approcciarmi all’opera! Grazie!

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