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A lezione di letteratura da Nabokov

Arte, lusso, un brivido lungo la spina dorsale: un buon libro per Vladimir Nabokov è questo. Ecco perché dovete leggere le sue “Lezioni di letteratura

Lezioni di letteratura Vladimir Nabokov

Nella mia attività accademica mi sono sforzato di dare agli studenti di letteratura informazioni esatte sui particolari, su quelle combinazioni di particolari che fanno scoccare la scintilla sensoriale senza la quale il libro è un morto. (…) Qualsiasi somaro può assimilare i punti centrali dell’atteggiamento di Tolstoj nei confronti dell’adulterio, ma per gustare l’arte di Tolstoj il buon lettore dovrà visualizzare, per esempio, l’assetto interno di una vettura del treno notte Mosca-San Pietroburgo così com’era cent’anni fa.

Arte, un brivido che si arrampica lungo la spina dorsale, «lusso puro e semplice»: un buon libro per Vladimir Nabokov è tutto questo. Le sue Lezioni di letteratura, raccolte da Fredson Bowers e pubblicate da Adelphi, sono il sogno di ogni studente universitario.

E davvero fortunati furono gli studenti che poterono assistere a quelle dissertazioni, negli anni Quaranta: le Lezioni raccolgono una parte del corso “Maestri della narrativa europea”, preparato da Nabokov per la Cornell University.

Il corso

Il volume, primo di una coppia (il secondo libro sarà dedicato agli scrittori russi), comprende le analisi dei romanzi Mansfield Park (Jane Austen), Casa desolata (Charles Dickens), Madame Bovary (Gustave Flaubert), Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr Hyde (Robert Louis Stevenson), Dalla parte di Swann (Marcel Proust), La metamorfosi (Franz Kafka), Ulisse (James Joyce).

La lezione di Nabokov è qualcosa di estremamente personale e coinvolgente. Dimenticate l’approccio biografia-contesto-trama-brano. Nabokov fonde tutto questo a sua discrezione, tralasciando le vite degli autori se non per quelle curiosità che li legano strettamente ai loro romanzi e affrontando i libri per temi e per livelli.

Poesia e scienza

L’analisi è scientifica: sappiamo che Nabokov preparava minuziosamente i testi delle sue lezioni (cosa che ne ha permesso la ripubblicazione a distanza di anni, con gli interventi redazionali necessari per dare continuità al discorso). Poteva partire con note di natura cronologica, come con metafore tese a descrivere lo stato d’animo del lettore. Ad esempio leggendoCasa desolata «rimaniamo seduti a tavola con un bicchiere colmo di porto ambrato», con Austen «facciamo un certo sforzo per unirci alle signore in salotto». La metamorfosi invece deve suscitare «bellezza più compassione».

Spesso Nabokov si serviva di schemi, diagrammi e disegni (uno di questi è riportato in copertina), per visualizzare precisamente la scena descritta e i suoi dettagli. Sono i particolari a fare lo stile, ed è lo stile a fare l’autore. Una concezione che ben si ritrova in Lolita, una storia – se vogliamo – brutta e banale, resa adorabile dallo stile.

Quando si parla di vera letteratura, di quei «giocattoli meravigliosi» che sono i capolavori, non sono ammesse letture superficiali. Sono banditi anche l’immedesimazione infantile e il trasporto emotivo. Infatti il vero narratore è una figura divina («colui che fa ruotare i pianeti e plasma un essere dormiente e con zelo gli manomette una costola», si legge nel discorso introduttivo del corso). Al suo cospetto bisogna stare vigili, con tutti i recettori d’arte ben attivi.

Una buona formula per appurare il valore di un romanzo è, alla lunga, la fusione tra la precisione della poesia e l’intuizione della scienza. Per deliziarci di questa magia, da lettori saggi, leggeremo l’opera di un genio non con il cuore, e tantomeno con il cervello, ma con la spina dorsale – perché è lì che si manifesta il fremito rivelatore.

Chi sa leggere, insegna

Nabokov è un buon professore non perché ha letto i libri di cui parla, e nemmeno perché, come si è scritto, è un virtuoso del riassunto. Anzi, in presenza di Lezioni dominate dal (e strutturate sul) riassunto, la lettura diventa faticosa: ne abbiamo la dimostrazione con l’analisi del libro di Proust e in parte con l’Ulisse.

Nabokov appassiona perché è un buon lettore. Perché sa essere obiettivo (fornendo tutte le informazioni necessarie a collocare il libro nel suo contesto) ma aggiunge quel qualcosa di personale che emoziona. Ad esempio, nel parlare di Mansfield Park, Nabokov individua due nuove figure retoriche: la fossetta (accenno di delicata ironia) e la mossa del cavallo (scarto emotivo). In un certo senso è lui che, dandovi una forma evidente e riconoscibile, le inventa.

A che serve studiare i classici della letteratura?

Lo studio dell’impatto sociologico o politico della letteratura deve essere stato inventato soprattutto a beneficio di coloro che per indole o formazione sono immuni dalla vibrazione estetica della vera letteratura, coloro che non sentono il fremito rivelatore tra le scapole. (p. 117)

È illusorio cercare nei capolavori qualcosa di più dell’esaltazione che provoca il lusso. Il piacere è il vero senso della letteratura, ove questa sia arte e non semplice carta stampata. Il fremito tra le scapole, l’«appagamento puro e assoluto» che, senza offrire né lezioni né soluzioni, ci solleva «un po’ più in alto della nostra normalità».

  • Autore: Vladimir Nabokov
  • A cura di: Fredson Bowers
  • Genere: Raccolta di lezioni di letteratura (528 pp.)
  • Traduzione: Franca Pece
  • Casa editrice: Adelphi
  • Anno di pubblicazione: 2018

E se ti è piaciuto questo libro, leggi anche le Lezioni di retorica di Giuseppe Pontiggia.

2 Commenti

  1. Buona lettura

    Un post molto interessante, complimenti!

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    1. Francesca Romana Genoviva (Autore Post)

      Grazie mille!

      Rispondi

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